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Corso Vittorio Emanuele II, 172
35123 - Padova (PD) Italy

Tutti i giorni
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15:00 - 18:00

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I Devoti

2010-19

Cara Madre Bianca

È tanto tempo che non ci scriviamo e un pò meno che non ci vediamo. Mia moglie Federica ed io passammo a trovarla, credo, ormai 2 anni fa.
Lei certamente non può ricordare la nostra storia, ma all'epoca del nostro primo incontro nel 2014 (entrai quasi per caso con mia mamma e mio papà), di cui ci ha fatto avere la bellissima fotografia, io non avevo nè un lavoro nè dei figli.

Le sue parole di allora sono rimaste scolpite nella nostra mente. Mi disse che avrei trovato a breve un lavoro, che l'avrei accettato anche se non avrebbe corrisposto esattamente alle mie aspettative, ma che poi avrei avuto quello che desideravo. Andò esattamente così.

Pochi giorni dopo il nostro incontro mi chiamarono per offrirmi un lavoro vicino a Padova (io sono di Trieste), tra l'altro come responsabile della costruzione del nuovo Ospedale di Monselice "Madre Teresa di Calcutta". Anche se lontano 200 km da casa, accettai. Poi, dopo solo 1 anno, mi offrirono un nuovo posto a Trieste; potevo finalmente tornare a casa da mia moglie e continuare a cercare di coronare il sogno di avere un figlio (eravamo sposati da più di 4 anni ma i figli non arrivavano).

Durante l'incontro del 2014 con i miei genitori, mi disse anche di pregare la beata Liduina per avere un figlio, che lei ci avrebbe ascoltati.

Sono poi tornato a trovarla con Federica, nel 2015. Assieme a lei abbiamo pregato suor Liduina con le mani appoggiate sul ventre del bassorilievo che la rappresenta.

Da quel giorno io e Federica abbiamo continuato a pregare la beata. E' stato un periodo difficoltoso e lungo, ma abbiamo sempre mantenuto viva la nostra fede e speranza.
Ebbene, il 3 novembre del 2016 è nata la nostra creatura. Una bambina bellissima. Domenica l'abbiamo battezzata, si chiama Anna Sofia, Susanna, Liduina.

Le mando un paio di foto, con la promessa di tornare quanto prima, anche con Anna Sofia, per pregare assieme suor Liduina in quel posto speciale che lei custodisce.

A presto,
Leopoldo, Federica, Anna Sofia.

Testimonianza di Letizia

Gentilissima suor Bianca,
anche se a distanza di un mese circa non ho dimenticato la promessa di testimoniare quanto accaduto a mia figlia Letizia.
Sono una persona molto riservata, non amo parlare molto di quel che accade alla mia famiglia e poi non sono molto brava a raccontare le cose.
Ma giorno dopo giorno, mi tornano in mente le sue: "testimoniare", dell'importanza di condividere certi avvenimenti, quindi dopo una lunga riflessione eccomi oggi a testimoniare quello che a mio sentire è un segnale della grandezza di Beata Suor Liduina.
...Domenica 19 marzo del c.a. mia figlia Letizia che ha nove anni, esce con il papà a fare un giro in bici, in quartiere; io rimango a casa ad occuparmi delle faccende che di solito non riesco a sbrigare durante la settimana. Il tutto svolge in un breve lasso di tempo, circa 10 minuti; dopo la loro uscita, inizio a riordinare la scrivania dello studio, e mi ritrovo tra le mani un segnalibro con l'immagine di Beata Suor Liduina, donato a mia figlia da Suor Bianca in occasione di una visita effettuata con le catechiste prima di Natale. Mi ricordo che in quella occasione Letizia si era commossa nel sentire il racconto della vita di Beata Suor Liduina da parte di Suor Bianca.
Osservo il segnalibro e decido di inserirlo nel libro che stava leggendo in quei giorni Letizia, "La magica medicina" di Roald Dahl, quando all'improvviso arriva la telefonata di mio marito che mi chiede di raggiungerli sulla pista ciclabile perchè Letizia è stata investita da un'automobile. Lascio tutto e corro da loro. Al mio arrivo trovo il papà sconvolto perchè letizia è stata investita in pieno sulle strisce pedonali da un'auto, facendo un volo di più di 10 metri e atterrando sul muretto del marciapiede.
Vedo Letizia, la prendo in braccio, è spaventata ma non ha tagli, è cosciente, ha dolore alla caviglia e al polso, temiamo per danni agli organi interni e il trauma alla testa, arriva l'ambulanza e ci rechiamo al pronto soccorso, dove fanno tutti gli accertamenti del caso: radiografie, ecografie, analisi e ci tengono in osservazione per due giorni.

Alla fine Letizia viene dimessa dall'ospedale riportando una contusione al polso destro. Siamo felici di ritornare a casa, sfiniti per lo spavento. Al rientro a casa al martedì, appena ripongo le giacche e la borsa, ciò che mi balza agli occhi e mi riporta indietro alla domenica mattina è proprio il segnalibro con l'immagine di Beata Suor Liduina con su scritto il nome di mia figlia ancora lì sulla scrivania dove l'avevo lasciato frettolosamente... e lì ho capito che dovevo ringraziare proprio Beata Suor Liduina per salvato mia figlia da quel brutto incidente e per aver reso "morbido" il suo "atterraggio" sul marciapiede.

L'indomani ci siamo recate da Suor Bianca per fare una preghiera speciale a Beata Suor Liduina, che continuiamo a fare ogni giorno nei nostri cuori...
Carissima Suor Bianca questo è quanto è avvenuto, mi scuso se no sono riuscita a esprimere meglio l'accaduto, ma spero che questa possa essere inserita tra le testimonianze della grandezza di Beata Suor Liduina.
Un caro saluto.
Manila

Gioia!

Nell'Aprile 2015 dopo una serie di esami di controllo viene diagnosticato a mia mamma, un tumore alla mammella di 5 cm, uno di quelli particolarmente invasivi e maligni, un carcinoma duttale infiltrante.

La strada si presentò da subito difficile : 6 mesi di chemio, prima di un intervento fissato per Dicembre, e poi altri 9 mesi di terapie.

Lei è una donna di grande Fede, ma come inevitabie che sia, avendo perso i genitori da poco, lo sconforto e la paura furono immense.
Dopo una giornata di ospedale, su consiglio di una nostra cara amica, ci recammmo a pregare Beata Liduina, al momento a noi ancora sconosciuta.

Ci accolse Suor Bianca che cominciò a raccontarci della Vita di Suor Liduina Meneguzzi..... ricordo ancora la luce dei suoi occhi mentre parlava con noi, e rimasi così colpita che avvertii che Lei ci stava in qualche modo proteggendo e guidando. Da allora ogni giorno entrambe cominciamo a pregarla, porto con me il libretto delle Novene a lavoro, e nella mia pausa pranzo mi raccolgo in preghiera, quel momento mi donava la pace per andare avanti e dare la forza necessaria a mamma.
Beata Luidina era stata capace di arrivarmi dritta al cuore, e la sentivo sempre vicina.

Passarono i mesi e si avvicinò il giorno dell'intervento fissato per il 23 Dicembre, ma prima gli esami di rito pre-intervento: l'ecografia mammaria il 30/11/15, e la Risonanza Magnetica mammaria bilaterale con contrasto il 02/12/2015. L'ecografia presentò una diagnosi non del tutto rassicurante, in quanto il tumore iniziale si ridimensionò da 5 cm a 2 cm, ma diagnosticava una nuova area sospetta parasternale di 5 mm, meritevole di approfondimento con RM.
Il 2 Dicembre accompagnai mamma a fare la risonanza magnetica, e come ero solita fare durante l'esame cominciai a pregare, ma quel giorno fu diverso, sentii che qualcosa stava succedendo: un'energia, una forza mai sentita prima. Pregavo e cercavo che tutto quello che stavo sentendo arrivasse a mia madre.

Quando lei uscì dalla porta, quasi per paura di illuderla, non le dissi nulla, ma dentro il mio cuore speravo che fosse avvenuto un Miracolo. Era il giorno di Beata Liduina, e al nostro ritorno verso casa, andammo ad accendere una candela nella Sua chiesa.

L'esito della RM il 07/12/15, fu alquanto inspiegabile: ciò che aveva diagosticato l'ecografia due giorni prima, non esisteva più! La risonanza parlava chiaro: non più riconoscibili gli aspetti nodulari a sx, non elementi di impregnazione anomala.
I medici scettici ci consigliarono comunque di sottoporsi all'intervento previsto (uno svutamento della mammella sx e di tutti i linfonodi del braccio) in quanto a volte anche un esame può non essere del tutto veritiero, e per toglierci ogni dubbio visto il tipo di tumore e le recidive, decidemmo di seguire il protocollo.
Ma anche questo, dopo l'esame istologico dei tessuti e dei linfonodi prelevati, confermò che non esiteva nessuna cellula di carattere maligno, l'esame fu completamente Negativo!

Da allora quel 2 Dicembre 2015, oltre ad essere la Festa di Beata Liduina, per noi segnò l'inizio di una nuova Vita, ed in cuor nostro sappiamo che Lei ha effettuato l'intercessione per noi.
Jessica

La Suora del Sogno

Siamo Lucia e Alberto, sposati da 44 anni, 4 figli, 8 nipoti.  Abitiamo a San Vito di Leguzzano (VI) e dal 2004 siamo referenti di una struttura di accoglienza denominata “Casa Mamma Nella”. Il progetto prevede l’accoglienza di donne con bambini che vogliono uscire da situazioni di grave disagio fisico/psicologico e, a Dio piacendo, riprendere un proprio percorso in autonomia. La titolarità del progetto, come l’inserimento nella struttura, dipendono dalla Caritas Diocesana di Vicenza.

Il 16 Marzo 2013 arriva da noi la sig.ra Sureni F. con il figlio A.F. di 2 anni; la signora è di origine asiatica e di religione cattolica.

Dopo un primo periodo di ambientamento e di ritrovata serenità, arriva il momento di trovare lavoro per riprogettare un proprio futuro, e in particolare poter rinnovare il proprio permesso di soggiorno.

II tempi sono difficili, tantissime sono le porte alle quali abbiamo insieme bussato, Ufficio per l’Impiego, Agenzie interinali, familiari, amici, ecc.

Però il lavoro non arriva, arrivano invece sollecitazioni a darsi da fare, in particolare dai servizi sociali, anche perché il Permesso di Soggiorno è in scadenza.

Siamo preoccupati: ci sembrava di aver fatto tutto quanto era in nostro potere.

E invece no, c’era un’altra strada, quella della preghiera, da unire ai nostri sforzi umani. Coinvolgiamo in questo nuovo percorso dei nostri amici, anche di Padova.

Una di questi, P.M., ci parla di una certa suor Liduina, che dice  è “specializzata” nel dare queste grazie. Ci passa una immaginetta e dice di recitare quella preghiera per 9 giorni, una Novena. Iniziamo con tanta speranza nel cuore e... attenzione, senza dire nulla alla ragazza che ospitiamo.

Il settimo-ottavo giorno, riceviamo una telefonata dall’Ufficio per l’Impiego, pare ci sia il titolare di una azienda artigianale che cerca una persona da inserire in sostituzione di una maternità. Ci vuole conoscere. A questo punto avvisiamo la ragazza, dicendole anche che noi stavamo pregando per questo.

Con stupore da parte nostra ci dice che due notti prima le è apparsa in sogno una suora tutta vestita di nero con bavero bianco davanti; le si presenta e le chiede che cosa vuole. Sureni risponde:  "Madre vorrei parlarle..."

La suora la invita a seguirla nel suo ufficio.

La porta in Chiesa. Accende una candela, ma questa si spegne, la riaccende e si spegne, la riaccende ancora e Sureni ci mette le mani a conchiglia per proteggere la fiamma e così resta accesa.

Con stupore e un pò increduli, mostriamo a Sureni la pagellina della preghiera con l’immagine della suora. – È suor Liduina Meneguzzi la suora del sogno!

Come non essere stupiti e non avere il cuore gonfio di riconoscenza!

Chiaramente poi il colloquio è andato bene. Sureni ha trovato lavoro, il Permesso di Soggiorno rinnovato e... dulcis in fundo, ora vive con il suo bimbo in un appartamento in autonomia.

Grazie, Signore Gesù, per aver accolto, attraverso l’intercessione della Beata Liduina, le nostre preghiere. Con riconoscenza
Lucia e Alberto

Cara Suor Bianca

Cara Suor Bianca

a fine febbraio son venuto a Padova con parte della mia famiglia per il desiderio di salutare Liduina, questa cara figura cha da circa trent'anni riveste per me un significato particolarissimo.

La mia ultima visita, l'ho fatta per il piacere di venire ma anche per raccomandarmi alla Beata per un problema che riguardava la mia salute; a dicembre 2014 ho fatto degli accertamenti che in seguito mi hanno posto di fronte ad un tragico bivio; mi era stato diagnosticato un male alla prostata, anche se di piccolissime dimensioni e, devo dire, scovato quasi per caso da un urologo molto pignolo; è stata una fortuna aver scovato il classico ago nel pagliaio. Il bivio era costituito da una scelta da fare in tempi molto brevi: tergiversare o intervenire subito togliendo il male radicalmente. E' stata dura ma la mia scelta è caduta sull'intervento.

A Padova mi sono tanto raccomandato a Liduina, anche se non conoscevo ancora esattamente il risultato della biopsia e così, anche quando sono tornato ad Aosta il mio pensiero è volato alla mia soccorritrice celeste, a colei che in tanti momenti della mia vita mi ha soccorso col suo sguardo che sa tanto d'amore. E così in un batti baleno, mi son fatto le analisi di prassi e il 9 marzo ho subito l'intervento. Ho passato un periodo molto duro per il tipo di operazione; adesso mi sento molto meglio, anche se ho tanti piccoli fastidi; ma complessivamente il mio post operatorio ha suscitato anche qualche entusiasmo. I medici mi hanno sempre sottolineato che è stata una fortuna aver scovato il male in una fase così precoce e quasi nascosta, tant'è che la biopsia ha evidenziato quasi per caso la parte colpita dal male.

La cosa più importante da dire ora è costituita dal referto relativo all'esame istologico. Ebbene, il male è stato rimosso totalmente ed il mio stato di salute sta tornando normale. Devo considerare tutto questo una specie di miracolo. Ho chiesto con fervore a Liduina di aiutarmi e di salvarmi, promettendole, oltre a rinsaldare la mia fede, di offrire testimonianza di questo evento, quanto meno una testimonianza in più per una sua prossima Santità. Sul comodino del lettino d'ospedale c'era la sua immagine, anche insieme a quella di Padre Pio e per me questo è stato un affrontare questo viaggio in compagnia di una presenza che ho sempre sentito molto forte durante la mia vita, una presenza d'amore, una presenza che ti prende e ti coinvolge, una presenza che non ti fa mai sentire solo, una presenza che ho esteso da tempo anche alla mia famiglia, in maniera davvero sconcertante e interessante.

La riverenza che ho per Liduina mi spinge a cercare e a dare amore sempre di più.
Spero di tornare a Padova quanto prima, una città che mi è entrata da tempo nel cuore e nella quale so che c'è sempre qualcuno che m'aspetta e che ci aspetta.
Cordialmente
Renato

Testimonianza di Francesca

Cara suor Bianca,

come promesso quando ci siamo viste la settimana scorsa, provo a scrivere qualche riga sulla mia esperienza di intercessione da parte della beata Liduina. Una esperienza piccola ma della quale sono molto grata perchè, oltre alla Grazia ottenuta, io ho percepito in modo molto emozionante l'azione del Mistero buono nella mia vita.

Lo scorso 13 gennaio a mio figlio Tommaso, di 12 anni, è stato asportato un linfonodo del collo gonfio da parecchie settimane per escludere (o cercare) la presenza di un linfoma. Il precedente esame con agoaspirato, a detta dei medici, non lasciava tranquilli e anche gli esami del sangue non indicavano la presenza di possibili cause benigne, virali o batteriche.

In questo periodo di preoccupazione abbiamo pregato molto e molti amici ci hanno fatto una grande compagnia in questo. Abbiamo pregato la Madonna, don Giussani (poichè siamo di CL), sant'Antonio.
Io ero rimasta colpita dal fatto che durante le vacanze di Natale, prima di iniziare la trafila di visite ed esami, siamo stati a pranzo da una famiglia di cari amici, nella loro casa nuova in via Beata Liduina ad Albignaseso. Conoscevo suor Liduina ed avevo un suo santino a casa perchè due anni fa l'abbiamo pregata per il figlio di una mia amica, Simone, che era ammalato di linfoma e ora è guarito. Ho messo il santino nella mia borsa insieme a quello di Sant'Antonio, don Giussani e della Madonna della lacrime di Siracusa, perchè mi facesse compagnia in questo periodo difficile.

Il venerdì successivo sono andata a recitare il Rosario sulla sua tomba. Mi ha molto colpito il modo in cui lei suor Bianca ha recitato con me e per me la preghiera alla Beata. Mi sono sentita confortata ed accompagnata.
Il martedì successivo dovevo andare per lavoro a Roma. Sul treno, provvidenzialmente, ho trovato seduto accanto a me il professore di Anatomia Patologica che aveva eseguito l'esame agoaspirato a Tommaso e che conoscevo poichè collabora con alcuni miei colleghi. Si è offerto di telefonare in reparto per sapere se l'esame istologico fosse pronto. La risposta è stata che pareva bene ma mancava ancora l'ultima verifica (l'esame istochimico), mi ha quindi detto di chiamarlo al telefono il giorno seguente.

Dopo la giornata di lavoro a Roma, nel viaggio di ritorno ci siamo di nuovo trovati seduti accanto in treno; ha telefonato ai colleghi e mi ha dato la notizia che tutto era posto.
Quando sono tornata a casa, piena di gratitudine e molto colpita dall'accaduto mi chiedevo se ci fosse qualcuno che dovevo ringraziare in particolare. Mi sono accorta che nella borsa che avevo preso per il viaggio avevo messo solo l'immagine di suor Liduina.

Siamo molto grati. Tornerò da suor Liduina a breve anche con Tommaso che ora ha la sua immagine sul comodino.
Francesca

2020-24

L’arrivo di un bambino

Desideravamo da qualche anno l’arrivo di un bambino ma faticava ad arrivare e la speranza in noi iniziava ad affievolirsi.

Abbiamo conosciuto la storia della Beata Liduina attraverso amici che si erano rivolti a Lei per il nostro medesimo motivo. Ci siamo rivolti a Lei a gennaio 2020 affinchè ci aiutasse… e dopo poco più di un mese, mentre il mondo era bloccato dal lockdown a causa della pandemia da COVID19, una grande gioia entrava nella nostra casa: stavamo per allargare la famiglia, non con un bimbo ma addirittura due gemellini!!

Il timore che il virus potesse rovinare un sogno così a lungo rincorso, lo scacciavamo pregando la Beata Liduina ogni sera.

E così, Matteo e Riccardo sono nati il 12 novembre 2020, sani e felici, durante la seconda ondata della pandemia, riempiendo i nostri cuori di amore!

Grazie alla Beata Liduina siamo riusciti a realizzare il nostro sogno e comprendere come il miracolo della vita trionfi sempre!
Ci affidiamo a Lei, continuando a pregarLa, affinchè protegga noi e soprattutto i nostri piccoli nel cammino della vita!
Marco e Marta

Scrivo da Cagliari...

Sono Mauro, scrivo da Cagliari per raccontare la mia storia e la mia devozione a Liduina.

Nel mese di novembre dello scorso anno mi è stato diagnosticato un liposarcoma mixoide di alto grado, e mi è stato raccomandato di affidarmi alle cure del prof. Ruggeri a Padova dove esiste un centro ospedaliero altamente specializzato per queste forme tumorali così rare.

Iniziò quindi per me una vera e propria via crucis di analisi ed esami diagnostici con la fatica di viaggi sempre più difficoltosi da Cagliari a Padova e con l’incubo di dover affrontare un durissimo percorso terapeutico senza perdere tempo.
Terminati gli esami, il responso. L’alieno maledetto che si era intrufolato nel mio corpo e che si nutriva della mia energia doveva essere attaccato al più presto senza indugi. Dovevo fare armi e bagagli e trasferirmi a Padova, perché le cure richiedevano la presenza quotidiana in ospedale.

Inizio con una serie di chemioterapie pesantissime, la prima delle quali il 31 dicembre 2019. La notte di Capodanno in un letto di ospedale, con un albero di Natale di tubi e sacchetti di farmaci chemioterapici è un’esperienza che non potrò mai cancellare dalla mia mente.

Da lì, settimane di chemioterapia e sedute di radioterapia interminabili. Solo, in una città che non conosco, a contatto ogni giorno con tanta sofferenza, abituato ad interagire solo con camici bianchi, decido di uscire, camminare, scoprire Padova e i suoi tesori. Con Enrica, la mia compagna di vita, che ogni tanto mi raggiunge da Cagliari, un giorno entriamo nella cappellina dove riposa la Beata Liduina. Ci accoglie con un sorriso bellissimo Suor Bianca, che diventa per noi un’amica a cui confidare timori, speranze, angosce e che ci insegna pian piano ad amare Liduina, ad andare con discrezione alla sua tomba per chiederle la grazia della guarigione per chiederle aiuto nel sopportare questa faticosissima scalata.

Suor Bianca e la Beata Liduina diventano il porto sicuro dove approdare quando il mare è troppo in tempesta ma anche l’oasi di pace in cui rifugiarsi per scambiare due parole e perché no? qualche battuta ironica.
Suor Bianca ci dona le reliquia della Beta Liduina e ci raccomanda di tenerle sempre con noi e così facciamo, ed ogni volta che usciamo dalla cappellina non manchiamo mai di appoggiare la fronte alla tomba di Suor Liduina per chiederle una carezza invisibile ma tangibile mentre suor Bianca prega per me con tanta emozionante intensità.

Dopo tante terapie invasive e faticose, giunge il momento di estirpare l’alieno, reso meno aggressivo dai farmaci che ho assorbito. A marzo, il primo giorno di primavera, in piena emergenza sanitaria per il Covid, vengo operato. Un’operazione complessa, al cui pensiero ancora provo sentimenti di profonda angoscia, che grazie a Dio si risolve nel migliore dei modi. Purtroppo, però, a seguito dell’intervento resto in ospedale ricoverato per lungo tempo e, una volta a casa, una febbre altissima mi accompagna tutti i giorni, creando sconforto e timore anche nei medici. Scopro di aver contratto un’infezione post operatoria e affronto di nuovo terapie antibiotiche durissime, restando senza forze. Eppure sento di avere Liduina vicina, sento le preghiere di Suor Bianca e questo mi da coraggio.

So che Liduina era una bravissima infermiera e che non mi avrebbe abbandonato proprio ora, dopo tanto penare…
Finalmente dopo alcune settimane, sconfiggo anche l’infezione e riprendo pian piano a camminare.

Oggi sto bene, dovrò controllarmi spessissimo, ma vivo, assaporo ogni istante della mia vita, il rumore delle onde, il vento di maestrale che mi culla, il sorriso delle persone cui voglio bene.
Tornerò spesso a Padova per i controlli e le analisi sapendo di approdare in un porto sicuro, dove posso ringraziare Liduina che mi aspetta a braccia aperte e Suor Bianca che è diventata nostra amica.
Mauro

Una volta ancora in nostro aiuto!

Mi chiamo Nicola Z., abito a Campagnalupia dove ci sono le Suore Salesie.

La Beata Liduina l’ho conosciuta attraverso la mia mamma che ne è molto devota per aver ricevuto dalla stessa l’aiuto quando è stata operata di un tumore in gola.

In quel periodo ero piccolo e la Suora dell’Asilo mi ha messo al collo una collana con la medaglietta di Suor Liduina affidandomi a lei.

E questa volta è toccato proprio a me sperimentare la sua intercessione.

È successo il 26 ottobre alle ore 23:55, nella strada che collega Lughetto a Campagnalupia, ero assieme ad un mio amico, viaggiavo tranquillamente, quando ad una curva vengo abbagliato da una luce fortissima, di chi veniva in senso contrario. Non ho più capito nulla e sono andato fuori strada, finito sul prato l’auto si è capovolta e poi ritornata sulla strada facendo un testa coda e fermandosi sul marciapiede. In questa frazione di tempo l’unica cosa che istintivamente ho fatto è stata quella di portare le mani verso il petto dove porta ormai da anni una collana con la medaglia della beata Liduina. L’ho stretta invocandola!

Io e il mio amico siamo usciti illesi dall’auto senza nulla di grave.

Devo perciò solamente ringraziare la Beata Liduina che ancora una volta è venuta in nostro aiuto. Grazie Beata Liduina!
Nicola Z.

Testimonianza di Daniela

Scrivo per portarvi la mia testimonianza. Mi chiamo Daniela e ho 52 anni.

Ho conosciuto Beata Liduina più di dieci anni fa. Dopo essere andata al Santuario di San Leopoldo, passando, ho sentito la voglia di far visita alla cappella della Beata. Da quel momento, ho iniziato ad affidarmi a Lei. Giorno dopo giorno. Pregando. Ho sempre riposto in Lei grande fiducia. Ed è proprio grazie a Lei che oggi sono qui a scrivervi.

Erano le 6.45 del 13 aprile 2019. Ero in macchina con mia figlia Martina, guidavo io. Ci stavamo recando alla messa per i miei defunti al Santuario di San Leopoldo. Ad un tratto, non ho più visto nulla: “Non ci vedo più”, ho detto a mia figlia. Ho appena fatto in tempo ad accostare e distendermi nel sedile posteriore dicendo di chiamare l’ambulanza. Da quel momento, tutto ciò che scriverò, lo racconterò attraverso le parole delle persone che mi sono state vicine in quel periodo.
Martina ha chiamato i soccorsi che tempestivamente sono arrivati. Solo una volta giunti in pronto soccorso abbiamo capito quanto grave fosse la situazione: emorragia cerebrale e due arresti cardiaci.

In sala d’attesa il tempo sembrava non passare mai. Non arrivavano notizie, dicevano di attendere. Poi le parole che non vorresti mai sentire: “la situazione è compromessa, potrebbe non svegliarsi, e se si salva potrebbe rimanere un vegetale”.
Dopo qualche ora l’hanno portata in terapia intensiva, sedandola completamente. Nel frattempo, con delicatezza i medici ci aggiornavano delle procedure che avrebbero adottato in base a come avesse reagito.
Intanto dovevamo ancora attendere. Poi, dopo più di tre ore nuove notizie. La prima operazione era riuscita. Poi ancora attesa per la seconda. Martina in questo momento di attese è andata a pregare al Santuario di San Leopoldo e nella tomba della Beata Liduina.

Nel frattempo arrivò l’esito “positivo” anche della seconda operazione ma la situazione era ancora molto grave.
E’ rimasta in pericolo di vita per una settimana durante la quale le notizie erano altalenanti. In questo periodo la mia famiglia ha pregato assieme a Suor Bianca sulla tomba di Beata Liduina affinchè Daniela potesse ritornare a stare bene.
Poi, il momento della verità: la risonanza magnetica.

Alla sera ci hanno comunicato ciò che era emerso: non c’erano stati segni di ictus e nessun danno che avesse compromesso le sue funzioni.

È iniziato lentamente il suo risveglio. Dopo qualche giorno, le prime parole. Poi, i miglioramenti erano sempre più evidenti. Fino a quando non è stata portata in reparto per attendere il trasferimento presso il centro riabilitativo nel quale ha trascorso i successivi due mesi durante i quali aveva la possibilità di tornare a casa in permesso qualche ora la domenica. Nel frattempo a giugno, l’ennesimo intervento, quello decisivo che le ha permesso di tornare alla vita quotidiana.

In questo lungo periodo ho sentito Liduina sempre vicino a me. Non mi ha mai abbandonata. Tutta la nostra famiglia ha fatto costantemente riferimento a Lei. E a Lei saremo grati per sempre.
Grazie
Daniela

Mi chiamo Giorgia

Mi chiamo Giorgia e sono mamma di due splendide bambine Silvia di 11 anni ed Elena di 8 anni.

Il 18 dicembre 2019 Silvia uscita da scuola è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada.
Non era sulle strisce e io ero dall’altra parte che la aspettavo. Ci siamo distratte entrambe parlando con un suo compagno di scuola ed è stata la frazione di un secondo. Lei è partita per attraversare senza fare attenzione all’auto che arrivava.
L’auto ha frenato ma l’impatto è stato inevitabile, Silvia è volata e caduta sull’asfalto. Ho urlato con tutta la voce che avevo, lei era li stesa a terra priva di coscienza in una posizione innaturale. Mi è sembrata morta!!!

In quel momento, lei, la nostra Beata Liduina era li con noi!!! Lei l’ha protetta, l’ha presa tra le sue braccia e le ha impedito di farsi male.

Silvia dopo essere stata soccorsa è stata trasportata in ospedale dove le hanno fatto esami e controlli e il miracolo si è avverato perché a parte qualche botta non si è fatta nulla.

Io non posso che continuare a pensare che la nostra Beata Liduina si sia presa cura di Silvia e per questo la mia devozione si è rafforzata assieme alla mia riconoscenza.
Quando Silvia è stata dimessa dall’ospedale abbiamo fatto visita alla Cappella della Casa Madre della Congregazione delle Suore di San Francesco di Sales, dove riposa la nostra Beata suor Liduina e li ci ha accolte il sorriso e l’abbraccio di Suor Bianca che ha donato a Silvia un “prezioso” santino che lei porta sempre con se.

E’ stato un momento di preghiera molto speciale.

Io affido ogni giorno alla sua protezione Silvia ed Elena, assieme a tutti i miei cari.

Un caro saluto
Giorgia

2025-27

Quello che si cerca, si attende e si riceve

Mi torna spesso in mente la frase del folle poeta Jacobo Fijman: “In principio era il Verbo e io volevo trovarlo”. Forse non esiste migliore descrizione della fede.

È questa volontà di trovare qualcosa di definitivo che muove il credente. Finché, nelle circostanze peggiori, egli fa un incontro e scopre un seme del Verbo, lasciato non in una dottrina, ma più probabilmente in un uomo di Dio.

Il mio incontro è stato con la beata Liduina, nella cappella a lei dedicata a Padova. Non starò a dire tutte le circostanze. Basta solo accennare alla mia condizione di paziente oncologico operato da poco, con tutte le conseguenze fisiche, psicologiche e spirituali di una simile esperienza.
La beata fu donna di un sì totale al Dio di Gesù Cristo e al servizio del prossimo. Quanto basta per sperare di non credere invano, cioè di pensare che scommettere su Dio è sempre meglio per la tua vita. È la forza dell’esempio, quella dei santi. Lavora sulla nostra capacità empatica e su un naturale bisogno di relazione. Non è da semplici gregari dire: “Se ce l’ha fatta lei, in una vita e in un mondo così più difficili del mio…”. È riconoscere il seme laddove si trova e cercare di non essere per il suo germoglio un terreno troppo arido.

I beati diffondono il bene. Sono strumenti di grazia. Noi abbiamo il compito difficile di accoglierla, facendo appello alla nostra ancestrale volontà di trovare il Verbo. Di capire la Parola, la Ragione, il Senso di tutto ciò che ci accade.

Ho ricevuto, mentre ero in preghiera davanti a lei, una notizia (provvisoriamente) molto brutta circa la mia salute. Ma non voglio pensare che la mia fede abbia subito il vaglio di una prova – che Dio sa essere perfettamente inutile, per questo chiediamo: “Ne nos inducas in tentationem”.
Voglio invece credere che mi trovassi nel posto migliore per ricevere il dardo. Cioè nella compagnia migliore. Ho tremato mentre ero di fronte alla santità di Liduina e tremo ancora per il futuro incerto. Ma ho visto un cielo diverso e una patria bambina attraverso i suoi occhi… tutto nella forma del seme e nell’aspetto del germoglio. Delicato e fragile, ho visto il Regno gattonare verso di me e allora ho pensato che la mia sofferenza adulta potesse cambiare di segno.

Come Lui e come lei hanno suggerito con la vita e con l’esempio, cercherò di lasciar venire a me questo piccolo.
Massimo Maraviglia

Storia di Renato

Verso fine di marzo dello scorso anno, io e mia moglie stavamo tornando verso casa in auto lungo la strada che fiancheggia l'ar­gine del fiume, quando ci siamo accorti che una persona stava pescando.

Dal momento che anche a me piace pescare, ci siamo fermati per vedere se la pesca era stata fruttuosa. Dopo qualche discorso riguardo alla pesca, la conversazione cadde sull'argo­mento della salute, e la persona che avevamo incontrato ci rac­contò che l'aveva scampata bella!

Era all'ospedale di Monselice e doveva essere operato per un tumore all'inguine, almeno, così mi pareva di aver capito così. Mi raccontò che era a letto e la moglie sulla porta della stanza attigua alla sala operatoria, quando una suora si è avvicinata alla donna chiedendo informazioni sul perché l'uomo dovesse essere operato. Dopo che la signora le ebbe spiegato la situazione del marito, la suora le porse alla un'immaginetta di Suor Liduina Meneguzzi dicendole: "Lo dia a suo marito e gli dica di metterlo dove ha il suo male". Il marito, ricevuta l'immagine, l'appoggiò quindi dove doveva essere operato e, all'istante, avvertì qualcosa di strano e cominciò a lamentare dei dolori fortissimi, anche se egli lo seppe solo dopo, da sua moglie, perché non ricordava nul­ la di quanto era successo.

Sta di fatto che non fu più necessario operarlo, in quanto il tumore all'inguine era inspiegabilmente sparito.

Dopo aver ascoltato il racconto di quell'uomo sono cambiato nell'animo e credo fermamente che nel momento del bisogno e della sofferenza c'è qualcuno che ci sta vicino e ci aiuta in tanti modi.
Renato

sono Liliana

Buongiorno Suor Bianca,
sono Liliana B.

le scrivo come mi aveva chiesto per raccontarle in breve la mia storia.

Un mese fa mi è stato diagnosticato da ben due tac, di cui una con contrasto, un nodulo al polmone di una certa dimensione.
A distanza di nemmeno una settimana dall'ultima tac dovevo effettuare una biopsia con tac guidata al nodulo per capire se si trattava di un tumore maligno o benigno.

Nel frattempo una mia carissima amica , la Dott.ssa Mungo, mi ha affidata alla Beata Liduina.

Mentre ero in ospedale per questa biopsia e dopo aver fatto la Tac, il medico mi si è avvicinato e con suo stesso stupore mi ha detto che la biopsia non si sarebbe effettuata perché il nodulo in questione era sparito.
Al che in quel momento le mie lacrime sono state di una gioia infinita.

Credo e sono più convinta, che la Beata Liduina mi sia stata accanto in questo frangente di vita.

La saluto cordialmente e la ringrazio per le sue parole domenica scorsa.
Liliana B.

Con Lei ho cominciato a vedere il mondo diverso

È molto difficile mettere nero su bianco tutto quello che ho vissu­to: tutte le angosce e le paure, tutte le speranze ed infine la gioia immensa che ho vissuto in questi ultimi mesi...
"Lei signora ha un tumore avanzato, molto avanzato non è operabile e, a seconda di dove è ubicato, le restano da un anno a tre anni di vita. "Il mio primo pensiero è stato: "Io ho tre figli, chi penserà a loro? E il mio splendido marito, chi lo sosterrà nel crescerli?".

Poi il nulla, la disperazione più assoluta. Per una settimana ho solo pianto e non ho chiuso mai occhio, né di giorno né di notte. Vedevo il dolore negli occhi dei miei amici e parenti e, più mi disperavo e lasciavo andare, più loro soffrivano.
Ho iniziato la chemioterapia, ho perso i capelli, stavo male e non potevo uscire di casa. Ogni giorno, venivano da me decine di amici e parenti che mi portavano conforto e amore. Tra questi il mio amico fraterno Alessandro Morelli che mi raccontò quello che gli era accaduto qualche giorno prima mentre, assieme ad alcuni nostri amici, stava ripulendo il piazzale di una chiesa. In­castrata in una grata di scolo delle acque, aveva trovato una me­daglietta raffigurante una suora. Dopo aver fatto qualche ricerca in internet, scoprì che si trattava della Beata Liduina Meneguzzi, andò a visitare il sito e la pagina si aprì proprio sulla pagina dove c'era la testimonianza di una signora di nome Carla come me. A quel punto Alessandro sente che deve andare a trovare e pregare sulla tomba di Beata Liduina Meneguzzi. Senza pensarci partì per Padova per chiedere la grazia per me. Da quel giorno per me tutto è cambiato. Ho cominciato a rivedere il mondo a colori.

Ho cominciato a pregare tanto, tanto e tanto la Beata Vergine Maria, ho chiesto alla Beata Liduina di intercedere per me pres­so la Madonna e presso il Signore. Pregavo di giorno e di notte, davo conforto ai miei familiari e ai miei amici. Sentivo che sarei guarita, che non potevo andarmene così perché dovevo badare alla mia famiglia. Giorno dopo giorno, vedevo che il mio ottimi­smo, la mia fede e la mia fiducia davano forza a chi avevo davan­ti. Intanto, proseguivo la terapia e mi sentivo sempre più forte, non accusavo più i sintomi post-chemioterapia, non perdevo più peso né provavo sofferenza. Avevo una tranquillità e una serenità che trasparivano agli occhi di tutti e non riuscivo a contenere.
Poi, il responso, alla TAC di controllo il tumore era regredito in soli 4 mesi di ben oltre il 70%! Si, proprio del 70%! I medici mi guardavano meravigliati e decisero di operarmi per rimuovere qualsiasi traccia del male.
Oggi posso dire che negli ultimi 10 mesi ho vissuto la mia vita come non l'ho vissuta nei 44 anni prima di ammalarmi di can­cro. Tutti i giorni mi sveglio ringraziando il Signore. Recitando il Rosario trovo conforto e forza interiore. Prego tanto tutti i giorni e a chi è intorno a me dico di affidarsi alla Madonna che ascolta chi a Lei si rivolge con fiducia. Sono convinta che la Madonna ha volto il suo sguardo verso di me, che la Beata Liduina ha pregato per me e che le preghiere fatte da tutti i miei amici e parenti mi hanno aiutato a guarire. E lo grido a tutti ogni volta che posso.
Il Signore è con me tutti i giorni e io spero di meritare il Suo amore e di trasmetterlo ai miei figli e a tutti quelli che mi circon­dano.
Carla